Credit: WallWolf

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Ho il cuore di terra, con le radici profonde che hanno un odore di bosco.

In un mattino non troppo lontano, svegliandomi da una di quelle notti che portano consiglio, mi sono accorta di avere il cuore morbido.

Non soffice di bontà incrollabile, non dolce di caramella alla frutta, ma morbido di terra umida all’alba. Quando ancora si arrotonda la rugiada sui fili d’erba e l’aria è uno sciroppo balsamico che spalanca il respiro.

Mi sono accorta che portavo radici nel corpo.

Gli affetti che avevo vissuto, divorato in fretta o masticato lentamente, mi avevano abbracciato gli organi interni e se ne stavano lì, visibili solo agli occhi interiori che prima non sapevo di avere.

Credit: dreamstime.com

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Ho scoperto che avevo capelli fatti di foglie.

Quelle foglie rosse dell’acero palmato, e che la schiena mi si era indurita in una corteccia per parare le frecce vigliacche, quelle scagliate mentre l’altro non guarda.

Ma il cuore era rimasto di terra morbida che accoglie i passi leggeri e le corse a fiato spezzato, il vento spettinato di chi va, il calore di chi resta.

Ho scoperto di portare sulle spalle il peso dolce delle stagioni e che la vita è un serpente che si morde la coda sul filo del tempo.

L’inverno è un’estate al negativo e l’autunno porta in sé la stessa speranza della primavera. Ho capito che le foglie che avevo perso, la neve che mi aveva intrappolato i rami, il vento che mi aveva confusa erano stati fondamentali. Forse è necessario che qualcosa muoia perché qualcos’altro possa nascere.

Ho il cuore di terra e la voce del bosco.

Ho bisogno di agire e di riposare, di volare via sull’onda del vento e di mettere radici. Ho scoperto che non esistono contrari ma solo sfumature di colore e che il dolore è necessario perché nutre e fortifica.

Così porto con me la naturalità di ciò che sono, sapendo che una persona non è un corpo ma un luogo da abitare, nell’inverno come nell’estate, e che il più grande torto che si possa commettere è nel rinnegare l’unica ricchezza che rende atto tutto ciò che è potenza: l’infinito potere che risiede nella nostra umana imperfezione.

 

BIANCA CATALDI

Credit: zastavki.com

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