ipnosi regressiva

IPNOSI REGRESSIVA

Ti sei mai chiesto da dove nascono le nostre attitudini? Come il saper scrivere, cantare , dipingere o le nostre paure?

A volte possediamo predisposizioni che non appartengono a nessuno dei nostri famigliari, non sappiamo da dove provengano, ma sono dentro di noi.

Ti è mai capitato di avere un déjà-vu? Di visitare un luogo e sentire di esserci già stato?

Queste “coincidenze” ‒ come vengono definite dagli scettici ‒ hanno in realtà una risposta precisa che si colloca nella reincarnazione, argomento che ho affrontato nello scorso appuntamento con le Anime Gemelle.

In pratica, questi fenomeni possono essere ricollegati alle nostre vite precedenti, ma è possibile ricordare una vita precedente?

Certo che sì. Vi si ricorre solitamente in psichiatria per tentare di risolvere “blocchi” o situazioni di stasi nei pazienti; spesso il problema è all’origine e si nasconde nell’inconscio legato a fatti avvenuti in un periodo che abbiamo cancellato o che non possiamo ricordare.

Ma se è vero che si può tornare indietro sino a rammentare episodi legati a un’infanzia lontana, è vero anche che si può anche ricordare vite precedenti alla nostra, e questo avviene tramite una pratica chiamata IPNOSI REGRESSIVA.

Uno dei sostenitori di questa tecnica è Brian Weiss, i cui libri hanno fatto il giro del mondo; effettuare questo tipo d’ipnosi, però, è pericoloso e non ci si ricorre mai per puro sfizio, non da soli e mai prima dei diciotto anni; di solito, serve un professionista che se ne occupi perché la nostra mente è labile e, a volte, fragile. Il rischio è di confondere ricordi di questa vita con quella precedente, se ci affidiamo a ciarlatani o, peggio ancora, se tentiamo di farlo personalmente.

PERCHÉ’ FARE L’IPNOSI REGRESSIVA?

Perché rappresenta un viaggio spirituale, può farci diventare più consapevoli di noi stessi e delle nostre passioni, può aiutarci a migliore il rapporto con noi stessi e con gli altri, può farci avere una prova tangibile dell’immortalità della nostra anima.

Ammetto di avere effettuato questa pratica perché mi sentivo proiettata verso questa dimensione e di averlo voluto fare da sola, cosa altamente sconsigliata. Ricordo ancora di essere entrata in una stanza con tanti specchi quante sono le vite che mi appartenevano; mi sono avvicinata a uno specchio e, nel riflesso, mi sono vista con una corona di alloro sul capo e un abito da vestale addosso. Poi mi sono fermata.

La mia ipnosi regressiva devo ancora sperimentarla, ma un giorno prenderò quel treno e mi recherò da un professionista perché ci sono tante incognite che vorrei colmare e so che sarà un’esperienza totalizzante.

E voi avete mai praticato l’ipnosi regressiva? Raccontatemi le vostre esperienze , scrivendo a bertasilinda@gmail.com e le analizzeremo insieme.

Linda Bertasi

Photocredit: psicologi-italia.it