Semplicemente donne

Molte donne non sono madri, né suore, neppure sante o vergini. Sono semplicemente donne. Puntare il dito contro è facile. Specie contro una donna di strada,  una di quelle che svende il proprio corpo per comprare sogni perché oggi vi racconterò una storia vera.

Andrea era una di loro. Camminava a testa bassa, con il collo arcuato e il bavero alzato. Il viso era sempre nascosto dietro gli occhiali scuri e indossava una finta sfrontatezza sulle labbra.

Era dolce e umile, una creatura bella da far paura. La sua avvenenza fu anche la sua rovina. Aveva solo sedici anni e si disonorava. Concedeva, a chi non meritava, tutto ciò che Dio le aveva donato. Stringeva gli occhi e aspettava che tutto finisse presto, desiderando di liberarsi di quel peso morto che le lacerava l’addome e s’impossessava della sua carne fresca.
Il prezzo lo decideva il suo salvatore.

Lei, in cambio, riceveva vitto, alloggio e l’illusione di un sogno: trovare un buon lavoro. Aveva da mesi saldato il suo debito, restituendo i diecimila euro che Ahmed le aveva anticipato per la fuga, eppure stava ancora lì, su quel marciapiede.

In mezz’ora di sesso, immaginava il suo matrimonio, con il padre che la conduceva all’altare e il suo amore che stava ad aspettarla. Il vestito candido luccicava tanto da abbagliare la vista di tutto il corteo, che la accoglieva come una principessa. Andrea si svegliava da quel sogno troppo presto.
Non faceva in tempo a raggiungere l’altare e baciare lo sposo che doveva asciugarsi le lacrime e lavarsi abbondantemente il viso, le mani, strofinare forte sulla pelle per togliere il sudore e le impronte. La puzza.

Ogni volta che entrava un altro cliente, lei iniziava a vagheggiare. Uno, due, tre a volte dieci in un giorno. Andrea non gemeva, non godeva. Non conosceva il piacere del sesso. Non aveva mai fatto l’amore.

La sua anima era vergine, pura come la neve che cade leggiadra sui rami degli alberi.

Quel giorno, l’aurora stava nascendo e la primavera riemergendo con i primi fiori. Gli occhi di Andrea videro la luce per la prima volta.

La pelle avvertì un fremito di piacere, mentre i suoi piedi scalzi affondavano nella terra bagnata di brina.

Andrea stava scappando. Aveva il cuore in gola. Pochi passi, alcuni istanti e sarebbe stata libera per sempre.

Arrancava veloce verso l’auto che l’aspettava con il motore acceso.
Andrea corse in fretta, ma fu più veloce la morte, che la raggiunse con un proiettile alla schiena, rubandole quel sorriso che lacrimava di gioia nel riverbero del sole, tra i rami di un salice piangente.

Imma D’aniello

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