Infinity time. Digital generated

Ho lasciato le mie foto sul letto, come tante foglie sparpagliate da questo vento e sono corsa fuori.
Osservo il moto perpetuo del mare. Ha smesso di piovere e affondo i piedi nella sabbia bagnata.
Le mie orme non sono le stesse di quando ero una bambina. Sono cresciuta. Il tempo è passato, eppure è lo stesso sole che mi scalda i capelli e abbaglia la vista. I miei pensieri corrono nel cielo, come le nuvole che si spostano senza fretta. Il vento soffia nello stesso modo e il mare s’infrange con la stessa foga ma nulla resta uguale, tutto cambia, passa. Tutto invecchia, come la mia pelle segnata dalle preoccupazioni e i miei ricordi che sbiadiscono ogni ora.

Non sono la stessa persona di un attimo prima. Le mie idee, i miei pensieri sono mutati. Ciò che desideravo da piccola, adesso lo detesto. Ciò che contava, ora è insignificante.
I giorni passano veloci e infangano, con il peso della fretta, i miei anni, mettendomi con le spalle al muro, costringendomi a sognare ciò che non si può più riavere.

Il tempo mi carezza e mi tormenta.

L’unico modo per fermarlo è dimenticarlo.
Chi segue il tempo si perde in un labirinto da cui non ne uscirà vivo.
Il passato è come questo cielo, dopo la tempesta. Passata la bufera, resta l’aria fresca e così mi sento oggi, anche se vorrei essere di nuovo una bambina e correre, ridendo.
Mi rifletto nel mare e non mi riconosco.

La mia bellezza è sepolta sotto chili di problemi, di grasso. Chi sono? Una mamma, una donna, una meteora sparsa nel cielo. Un’incongruenza d’idee che si plasma all’universo. Sono fatta di carne e ossa, di anima e sangue. Sono un miscuglio di desideri e di divieti. Di regole infrante. Ho vissuto per anni in un castello costruito sulle mie convinzioni, falsi pregiudizi. Sulla morale, pilastro portante di tutta la mia esistenza, ho eretto la mia prigione, un muro dietro di cui si nasconde la trasgressione. Il peccato.
M’inginocchio e scrivo il mio nome sulla battigia umida.

Il tempo è come un’onda, copre le lettere che vengono rimosse. Fisso la linea dell’orizzonte di fronte a me, il cielo si unisce al mare.
Solo ora, mi rendo conto, che il tempo non esiste.

Il tempo è solo una sveglia che indica le sei, un calendario che segna il Natale, una rubrica di appuntamenti o un cellulare scarico. Una torta con sopra una candelina. Il tempo sono io.

Ho lasciato i cristalli dello specchio che ho frantumato, sparsi sul pavimento, insieme alle vecchie foto e sono corsa fuori. Resto immobile a osservare il mare, mentre il sole mi bacia le rughe.
Il mio riflesso vola, come un aquilone, verso questo cielo terso. La mia anima levita.
Nessuno può fermare il tempo, neppure uno specchio, ma nessuno può fermare me, neanche il tempo.
Finché si ama, si vive senza tempo e io vivo d’amore.
Ho lasciato la mia stanza in subbuglio, come la mia vita caotica, fatta di corse, d’impegni, di ansie. Di appuntamenti.

Ho lasciato che il tempo s’impossessasse della mia mente e del mio corpo e mi rendesse schiava, per inerzia, ma il tempo non può rubarsi la mia anima, non può invecchiarla.

Imma D’Aniello

Photocredit: theentiretyoflife.wordpress.com/