Esperienze fuori dal comune

ESPERIENZE FUORI DAL COMUNE

Ti è mai capitato di entrare in una stanza e avvertire qualche lieve brivido, profumi inconsueti, i peli sulla nuca che si rizzano o la sensazione inquietante di non essere solo?
La mia passione per il paranormale e la mia attrazione verso questo mondo mi hanno condotto verso il Castello di Montebello, meglio conosciuto come il Castello di Azzurrina. Nome attribuito a Guendalina Malatesta, figlia del proprietario del castello, a causa del colore dei suoi capelli; la bambina era albina e, per sopperire a questo “difetto” in tempi di facili persecuzioni e superstizioni, la madre le tinse i capelli, ottenendo un colore tendente all’azzurro.

Si vocifera che la bambina potrebbe essere stata assassinata per ordine dello stesso genitore, in quanto la superstizione del Paese rischiava di far traballare il suo scranno. Nulla è certo, ma nelle notti del solstizio d’estate i lamenti di una bambina risuonano tra le mura del castello. Che sia vero o meno, io so che qualcosa c’è. Lo so perché l’ho toccato con mano.

Sono stata qua, in questo posto strano, indefinibile, senza risposte da secoli, in quella che viene chiamata la “Sala dei bauli dotali”.

Ora vi racconto cosa mi è successo. Forse cercavo questo evento, forse lo volevo sentire sotto la pelle e mi ha investito.

Mi sono sentita soffocare come se qualcuno avesse posato le sue mani sul mio collo e stesse esercitando una pressione fortissima. Mi sono sentita senza fiato e il cuore ha iniziato a battere veloce sembrava mi volesse uscire fuori dal petto. Mi sono guardata intorno per capire cosa stesse accadendo, c’era troppa pressione là dentro, troppo disagio. Il problema era che tutto succedeva solo a me: i turisti erano sereni e i bambini giocavano a ridosso dei bauli. Sono indietreggiata sino a sfiorare la parete sul fondo della stanza, volevo uscire e allontanarmi da quella gravità che riempiva la sala come se fosse una coltre impalpabile, decisa a tappare con il suo manto ogni via di fuga, sino a risucchiare tutto l’ossigeno.

La suggestione non può avermi influenzato, dal momento che non avevo mai sentito testimonianze di eventi inspiegabili in quella sala, eppure, qualcosa mi ha turbato intimamente.

Si dice che le energie delle persone restino imprigionate tra le mura delle dimore in cui hanno vissuto, a maggior ragione se queste se ne sono andate in maniera violenta o improvvisa; di sicuro, il Castello di Montebello ha visto le propria mura imbrattarsi di sangue innocente e una traccia di quei misfatti aleggia ancora nei corridoi.
Credere, a volte, non è superstizione.

Credere è ascoltare il mondo sommerso che dorme dentro di noi. Io ne sono attratta come una calamita e la mia voglia ci comprendere è tanta. Potremmo farlo insieme.
Avete mai vissuto esperienze fuori dal comune? Se avete qualcosa da raccontarci, fatecelo sapere e lo analizzeremo insieme.

 

Linda Bertasi per Logokrisia