Trenta persone

TRENTA PERSONE

C’è bisogno di un avanzo di umanità
C’è bisogno di ascoltare il pianto vero del silenzio
C’è bisogno di fermarsi e guardarsi
guardare le brutture che abbiamo dentro
senza pensare a quelle degli altri.
C’è bisogno di quell’amore che non c’è.
Uno infinito. Uno che accoglie. Uno che ascolta

Guarisci tu e guarisce la vita. E così capisci chi deve esserci e chi no.

Ho pensato che dopo aver scritto tante poesie, che almeno trenta dovessero essere dedicate a persone che in questo ultimo anno hanno avuto un peso importante nella mia vita. A questa conclusione, sono giunta dopo aver conosciuto Franco Arminio e essere entrata a far parte della Casa della Paesologia.

Ho riflettuto sulla necessità di ringraziare le persone che mi sono state accanto dopo la morte dei miei genitori e quelle che mi hanno lasciato un semplice sorriso e l’ho capito, dopo aver perso mio padre senza averlo rivisto un’altra volta: potrebbe non esserci più l’occasione di dire quello che conservavi nel cuore. Di certo, sono state importanti le parole di Franco Arminio, non solo perché è il poeta dell’amore e delle rivoluzioni sociali e morali, ma perché ha confermato ciò in cui ho sempre creduto e tutto quello che mi è stato donato dalla mia famiglia, così, ho ritrovato la necessità di essere come sono e si è consolidato il mio pensiero verso la vita e l’esigenza di sentire addosso il significato dell’autenticità .

Essere autentici è un rischio che  si deve correre per avere cose vere ed essere persone vere. Non personaggi, ma persone reduci dalle rovine di un vissuto che ci ha reso inermi. Ho ripreso me stessa e mi sono detta che è bello avere grandi sogni. Soprattutto avere quelli che sono i sogni dei folli.

Quelli che cambiano il mondo e che danno senso alla nostra esistenza. E se qualcuno fa qualcosa di buono e di grande, bisognerebbe sostare un attimo nelle grazie di quel bene per non smarrirlo e riconoscerlo in futuro. Ecco perché ho avuto fiducia in una comunità di sognatori. Forse qualcosa di sano, di buono sta entrando nella mia vita ma non è vero che abbiamo tempo. Dobbiamo fare in fretta! Il tempo è sabbia tra le mani. Il tempo sfugge e non torna. Non c’è tempo per fare tutto quello che devo ancora e ancora.

Ho bisogno di tempo non per trovare il modo di amare qualcuno che non ho ancora amato ma per scrivere, per viaggiare, finire quello che ho incominciato. Per donare a mio figlio tutto quello che mi è stato dato. Per sentire le mani di un uomo addosso e capire che sono ancora viva. Per questo motivo, stanotte sono stata sveglia. Una caffettiera, forse tre dozzine di poesie, io, la Luna, Giove e il cimitero. Stanotte, sono stata con mia madre a riascoltarla e a sentire quanto sono brava, a ricordarmi che io con gli uomini non ci devo stare, a ripetere che sono fredda come il ghiaccio e una come me non deve piangere e non deve amare. Stanotte, le ho detto che sono la più brava a legare il fiume sotto le mie scarpe. Stanotte, ho deciso di farle vedere che dico grazie al mondo e all’amore che ho ricevuto dagli altri.

Nessuno tesse un amore
già nato all’ incrocio
di un’agnizione

La raccolta 3o persone la potete trovare qui: http://delos.digital/9788865307410/30-persone

 

Rosanna Santoro