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Quale meravigliosa tendenza abbiamo noi donne per quanto riguarda il fare bilanci.

Succede continuamente: mentre organizziamo la giornata con l’abilità della Dea Kalì, mentre parliamo d’altro, mentre stiamo per addormentarci, grazie ai nostri fantastici poteri multitasking. Una di quelle magnifiche qualità delle quali faremmo volentieri a meno, come la memoria retroattiva e quella per i torti subiti: quelle cose che sembrano nate solo per complicarci la vita.

L’anno nuovo sembra arrivare a pennello per permetterci di calcolare esattamente cosa abbiamo fatto (o meglio, che non abbiamo fatto e che avremmo voluto fare) in quello precedente. Ti guardi allo specchio, ti vedi più vecchia e niente ti piace più, dal colore dei capelli a quello del divano del salotto. Poi ti volti, socchiudi gli occhi con aria finto drammatica e vai avanti, in quell’oceano di dubbi e di paranoie che ti regala un po’ di nausea, ma che in fondo è parte di te.

Dov’è finita quella che ero?

Potevo, forse, fare di più? E di chi è la colpa? Mia o del destino? Sono quei bilanci assurdi, sbagliati e non richiesti. O forse sì. Da tua madre, che ti guarda sempre come quella che ha sbagliato tutto, forse per dimenticare i suoi stessi errori, oramai ingentiliti e amnistiati, forse, dallo scorrere del tempo. Da tutti gli altri, per cui non sarai mai abbastanza. E poi ci sei tu, sempre a giustificarti, a gridare per far valere le tue ragioni, con il solo risultato di nuove occhiate storte.

Tu che con il tempo hai capito che, forse, non accontenterai mai tutti, e quindi tanto vale accontentare te stessa, almeno qualche volta.

Tanto per chi ti circonda sarai egoista comunque, e se quelle grida non faranno scalpore, saranno almeno servite a farti sentire meglio. Nel frattempo, dal prezioso e beffardo cassetto dei ricordi il tuo passato ti bombarda di cartoline edulcorate che non aiutano nell’elaborazione di un qualsiasi futuro. Ma, si sa, la malefica e tirannica routine alla fine inghiotte tutto, anche i famigerati dubbi e paranoie. Chiudi gli occhi davanti al caos, ai capelli, al divano.
Ti accomodi in una vita che hai imparato a prendere per quella che è, almeno nei giorni buoni.
Magari, forse, in quest’anno nuovo che inizia imparerai ad amarti un po’ di più.
E a regalare allo specchio quel sorriso senza ombre che vorresti.

 

Emily Pigozzi per Logokrisia