La territudine  ti salva dalla pazzia, dal dolore dall’indifferenza, dall’ingiustizia, dall’ipocrisia.

Per me è stato un atto di anarchia ad un mondo sottomesso   alla meschinità del potere dell’apparenza. Un atto rivoluzionario per riportarmi alla natura dell’essere e alla purezza di quello che potremmo essere .

Lo puoi capire solo se cammini e guardi un colore che non avevi mai visto su un fiore.

 

TI RENDI CONTO DI QUANTO CE NE SIA NEGLI OCCHI DI QUEL CUCCIOLO E QUANTO POCO NE TROVI IN UNA TERRA COSI’ BELLA.UNA DOVE HAI SCELTO DI VIVERE IN ESILIO .

Perché io non so abitare nessuna terra, anche se le amo a dismisura e a dismisura amo la mia. La più bella fra tutte.

Io sono come quegli uomini infedeli che vanno a donne e dicono che la moglie non si tocca.Sono come quegli uomini che amano le donne, le amano tutte ma ne hanno una che è quella che è al di sopra di ogni cosa.

NOMADI CON TROPPO CUORE E TROPPO AMORE DA REGALARE .

Così sono io. Amo  il ricordo di quella gente generosa delle rocce della Murgia, formiche silenziose che a capo basso, muovevano molliche per farne montagne.

E lo pensi mentre ti ritrovi a scendere giù per la più bella delle strade di una Peschici che hai nel cuore per una canzone suonata al tramonto, in riva al suo mare, sabbia di telline piene di stelle che l’universo ti ha dato per farti finalmente felice: una volta almeno nella tua vita.

Mentre sei là, rotoli nel tempo e ti ritrovi fra le braccia dell’unico uomo che pensi che amerai, e che forse non potrai più amare.

I minuti girano al contrario e cammini veloce in un alba buia, sul ponte di via Corticella: Bologna ha gli occhi della notte senza i miei che cedo a Dio per ringraziarlo . I tram corrono. Una salita! Gente una accanto all’altra, colori e odori forti, tutto non ha sosta. Non mi fermo.Non ci riesco. Scappo.

BOLOGNA, COME GLI UOMINI CHE INCONTRO.

Incontri senza un corpo. Un lavoro che non riesco mai a portare a termine. Una convenzione senza amore. Troppo fredda per il gelo che mi porto appresso, ogni volta che incrocio qualcuno e sguscio via come fossi sapone fra le mani. E non è che non sappia amare.

Manca una strada in riva al mare, e i miei piedi che non affondano nell’asfalto.

POSSO SOLO LASCIARLI NUDI SULLE STOPPIE DELLA MIA TERRA.

E ritorno ancora là, quando bambina stavo ad ascoltare la campagna difronte casa mia,senza avere niente addosso. Mia madre mi buttava per strada scalza e io alzavo gli occhi per sentire il canto dei miei falchetti: battito d’ali e sapore di libertà. Quanti ce n’erano sopra la mia testa.

Aspetto agosto,per fare ascoltare quelle voci ad un bambino riccioluto, come allora, ma non posso più sedermi sui gradini della scalinata di casa mia.

Posso vederla ancora dal balcone di qualcuno che mi è rimasto accanto. C’è ancora una bambina bionda.Quella che mi portavo dietro.

Ora che la mia casa non c’è più.

Non ci sono più i miei genitori. Non c’è più bouganville di mio padre che curava come fosse la sua donna. Non c’è più il rumore dell’orologio di mia madre che mi fa sentire le cose , la carezza gentile di un morto di cui non devi aver paura.

Sento a metà della mia vita, la terra che mi gira intorno e gli occhi di un uomo che mi fa vibrare come un insetto nella tempesta. E lui, nonostante il fiume di parole inutili per soffocarlo, acqua per affogarlo, non mi dice nulla.

SOLO UNA NOTA LIQUIDA SUL MIO CORPO.

Nessun rimprovero per la mia isteria.
Io faccio di tutto perché mi maltratti. Non lo so se questa musica che sento e che mi fa avvicinare senza scappare mi porterà da qualche parte dove finalmente mi fermerò senza avere paura.

Non lo so se domani non sarà ancora una fuga e resterò a pensare che io lo amo per questa Territudine .

Non lo so se è perché ha un cuore differente e se è per TERRITUDINE

 

AUTORE – ROSANNA SANTORO