DA BAMBINE SOGNAVAMO come saremmo potute diventare.

Ci immaginavamo impegnate, con una vita esaltante, piena libri da leggere, viaggi da fare, persone con cui condividere avventure. Non pensavamo al  futuro con tristezza, ma provavamo un misto di meraviglia e attesa. Non nascondevamo la nostra fretta di arrivare all’età dell’indipendenza ma, una volta raggiunta, per molte di noi, me compresa, si è rivelata piena di illusioni.

SIAMO DONNE E NON POSSIAMO DELUDERE LE ASPETTATIVE

casalingaSiamo nate femmine, e ce lo ricordano ogni giorno come un dannato mantra; le persone non vedono altro che il nostro corpo e le nostre forme, e si aspettano determinate cose da noi.
E guai a essere altro!

 

Guai anche solo a desiderare di disilludere le aspettative!
Pare esista un codice non scritto impresso a fuoco nella mente di buona parte della popolazione, per cui una donna, in quanto tale, possegga delle doti naturali.
Per esempio, saper badare alla casa. Renderla sempre pulita, profumata e mai in disordine; biscotti appena sfornati sul tavolo e non un granello di polvere sui mobili. Il frigorifero pieno di leccornie e abilità da chef titolati ai fornelli.
Una donna è la culla della vita. Nonostante anni di studi, fatica e lacrime, ci si aspetta che le donne abbandonino i loro traguardi, dopo aver messo al mondo un figlio.  Se sei una donna, devi imparare le regole e ricordarti di non dire, non fare, non ascoltare. Devi sapere che la libertà ti appartiene, ma sarà sempre circoscritta al tuo sesso. Recitare un ruolo è quello che ci. Ma non tutte riescono a cucirsi addosso questa maschera e farsela andare bene.

DONNE, DOVETE REPRIMERE LA VOSTRA FEMMINILITA’

16451CriticizingMolte di noi sono disordinate, alcune non hanno talento in cucina, altre non vogliono figli. La cultura maschilista ci vuole sessualmente represse. Ci impone di vestirci in un determinato modo, essere attraenti ma non troppo, se non vogliamo sentirci definire troie o cagne.
Come se non bastasse, vi sono donne che la pensano alla stessa maniera, criticando una scollatura. Non bisogna ostentare la consapevolezza di essere donna.
Per fortuna, non tutte abbassano il capo e si uniformano. Nessuna dovrebbe rinunciare ai propri desideri, al desiderio primordiale di essere e non di apparire. Magari un figlio sarà la nostra più grande benedizione, o un impiego ci appagherà in egual misura, anche senza una casa pulita e in ordine.

NOI DONNE, ETICHETTATE DALLA NASCITA

 Olanda-vietata-la-minigonna-e-gli-stivali-al-ginocchio-alle-dipendenti-donne-è-polemicaSin dalla nascita ci assegnano un colore. Il rosa è per le femminucce, l’azzurro per i maschietti. E chi ama tutti i colori patisce in silenzio, perché essere diversi getta la base per una crisi collettiva.
Ci assegnano giocattoli precisi: le bambole. Molte di noi si rendono conto ben presto di esserlo diventate.
Ben presto non ci appartiene più la libertà di sognare come da bambine, ma ci rendiamo conto che viviamo di pregiudizi, col timore di come appariamo agli occhi degli altri. Siamo un cumulo di pelle da coprire, o rischiamo la nostra virtù e la nostra stessa vita.
E quando una di noi urla e scalcia per spezzare la catena, viene insultata, pestata a volte, additata come una folle, perché le regole non scritte non possono cadere o cadrà la società.

UNA BAMBINA NON DEVE ESSERE UN MASCHIACCIO

womanRicordo quando ero poco più di un’adolescente, avevo molti cugini maschi e adoravo giocare con loro alla Console; ci divertivano le corse di velocità. Quando lo raccontai alle mie coetanee, mi guardarono come se fossi matta, sbagliata. A quei tempi non capii e mi limitai a non riportare più le mie avventure da maschiaccio. Solo più tardi compresi la desolazione della mia condizione e provai disperazione per la mia condizione.
Credo che la lotta sia lunga, perché la storia è stata scritta contro le donne ed è così dall’alba dei tempi.

DONNE, FEDELI SOLO A LORO SE STESSE

 L’importante è non cedere allo schema; guardare al mondo con curiosità e non porsi dei limiti. Possiamo imparare l’arte del meccanico, del benzinaio e dell’idraulico; possiamo riporre le bambole e dare un calcio al pallone; possiamo sognare di diventare anche noi come Francesco Totti. Dobbiamo essere in grado di cavarcela in ogni situazione che richieda l’aiuto di un uomo.
Dovremmo essere libere di poterci soddisfare da sole e non relegarci in una categoria, libere dalle catene che secoli di patriarcato ci hanno imposto, libere di indossare una minigonna senza sentirci rischiare la vita.
Meritiamo di diventare le donne che sognavamo da bambine.

AUTRICE: Serena De Filippi