archeomoonSessanta piedi.

Sessanta piccoli passi davanti a me.

Non li conto mai i piedi io, ma in questa lunga notte l’ho fatto fino a fermarmi a sessanta in orizzontale.

Amo guardare la gente negli occhi, anche al buio.

Qui, nei sentieri dispersi di Jazzo Sant’Angelo, sulla Murgia santermana, ho sostato con le mie compagne e pure con lui, il tipo che ci ha invitate, dopo che ci ho litigato. Perché nonostante tutto, a questa notte Archeomoon, ci volevamo essere. Potevamo starcene da un’altra parte, ma abbiamo scelto di stare con questi ragazzi.

Li abbiamo annusati, li abbiamo osservati e poi abbiamo sentito odore di pulito, anche se Laselva mi fa “ incazzare”.

Non ho una buona opinione degli uomini. Tutti. Ho un grave compito io. Cresco mio figlio, un maschio, e dovrei farne un uomo. Mi frena pure il migliore.

Per Antonio faccio un quarto di eccezione. Un solo quarto, però!

Ho ripercorso nei suoi occhi la mia stessa passione. L’ho attraversata e ho rivisto in questo ragazzo la persona che ho sempre associato alle spighe di grano arso e alle pietre grigio sfumato di questa terra.

Il pellegrino errante, il crociato che espia sulla via per Gerusalemme e noi amazzoni Bianche, qua a seguire la strada per il Santo Graal. Tutte con una storia dentro da raccontare, e sorrisi amari diventati gioielli da mostrare. Un’espiazione e un cammino per giocare a fare le streghe in una notte di luna piena e ridere fino allo sfinimento.

Noi che sapevamo di origano e finocchio, che avevamo sete di magia fra un salto e una spina, un masso e una ferula. Che abbiamo vinto la battaglia più importante abbracciate lungo la strada di Lamalunga. Che abbiamo sentito la storia di una chiesa e di un culto, raccontata con amore prima, e con la bocca dopo, da chi riesce a toccare le radici di un popolo e va a cercarle con le proprie mani. E poi chiude gli occhi e sa piangere di gioia per una scoperta da gridare al mondo. Per le mille anime prima di lui che sono state qui, io gli auguro  che si ritorni in questo posto con la stessa devozione. Non vogliamo dirvi cosa è accaduto. Ci hanno pensato altri. La nostra intenzione, ora, è portarvi qui, insieme a noi. Col colore di una suggestione, vi mostreremo l’alba dell’anima e vi faremo “sentire” quello che andavamo cercando.

Rosanna Santoro

Video a cura di Bianca Rita Cataldi